La gondola veneziana

La gondola è la più celebre imbarcazione veneziana, conosciuta anche come la “carrozza” del Canal Grande. Quella che oggi è divetanta una costosa attrazione turistica era, in origine, una barca di uso domestico, utilizzata da quasi ogni famiglia veneziana per spostarsi in città.

La prima notizia di una gondola risale ad un documento del 1094.

Una delle prime immagini della gondola, simile a quella contemporanea, è quella che vediamo nel capolavoro di Vittore Carpaccio che si trova alle Gallerie dell’Accademia: Miracolo della croce a Rialto. 1494
Le gondole appaiono più corte, più larghe e meno slanciate di quelle attuali e soprattutto prive di asimmetrie.

La gondola viene costruita nello squero, una specie di piccolo cantiere navale. Gli artigiani che vi lavorano, chiamati squeraroli, si tramandano oralmente le tecniche costruttive e i materiali da utilizzare.

Lunghezza 10,85 m

Larghezza 1,38-1,42 m

Peso 350 kg circa

Costituita da 295 pezzi

Legni usati: 8 diversi tipi di legno (abete, larice, ciliegio, noce, olmo, rovere, tiglio, mogano)

La sua costruzione richiede solitamente più di un anno.

Lunga all'incirca 11 metri e di forma asimmetrica, con il lato sinistro più largo del destro, è caratterizzata da un lungo remo, manovrato appoggiandolo ad una sorta di scalmo libero denominato fórcola, che si inserisce nel suo apposito alloggiamento e viene sfilato dopo l’uso.

L'asimmetria serve a semplificare la conduzione a un solo remo.

Il ferro di poppa, molto più piccolo di quello di prua e con funzioni principalmente di protezione dagli urti, è detto rìsso (= ricciolo).

Malgrado la considerevole lunghezza, la gondola è estremamente maneggevole, grazie al fondo piatto e alla ridotta porzione di scafo immersa, e può essere manovrata anche in spazi angusti, stretti.

Le manovre richiedono però una notevole abilità da parte del conduttore, il gondoliere, che deve essere dotato di un senso dell'equilibrio molto sviluppato in quanto la posizione di voga all'estremità della poppa è assai instabile.

Il tipico pettine o ferro di prua (in veneziano fero da próva o dolfin = delfino) ha lo scopo di proteggere la prua da eventuali collisioni oltre ad essere un abbellimento.

La sua forma ha tradizionalmente il significato di rappresentare i sei sestieri di Venezia (i sei denti rivolti in avanti), la Giudecca (il dente rivolto all'indietro) e il cappello del Doge.
L'archetto sopra il dente più alto del pettine rappresenta il Ponte di Rialto, mentre la 'S' che parte dal punto più alto per arrivare al punto più basso del ferro rappresenta il Canal Grande.

Nel ferro di alcune gondole di recente costruzione sono presenti anche tre rifiniture - una sorta di ricami detti foglie posti tra le sei barrette anteriori - che rappresentano le tre isole più importanti tra quelle delle laguna veneta, ovvero Murano, Burano e Torcello.
2 agosto 2019
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Alessandra Pavanello

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Mi chiamo Alessandra, sono nata e vivo a Padova, una città a 30 km da Venezia, ricca di storia e cultura. Sono laureata in Lettere classiche e storia antica, in particolare in archeologia romana. Ho lavorato come archeologa e come restauratrice. Ho fatto un corso di didattica dell'italiano a stranieri per perfezionare la mia preparazione nell'insegnamento della lingua italiana come L2/LS. Collaboro con un istituto privato insegnando italiano a stranieri in classe e privatamente, in presenza e on line. Nelle mie lezioni possiamo parlare di diversi argomenti e situazioni. Mi piace approfondire vari aspetti della cultura italiana, in particolare la storia e l'arte, ma possiamo parlare anche di attualità e curiosità. Possiamo iniziare leggendo un articolo o un brano che ti interessa. Sicuramente rifletteremo insieme sulla grammatica, ma faremo soprattutto esercizio di conversazione.
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